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La columna semanal de
Carlos Alberto Montaner

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“Se estima que su columna sindicada es leída por seis millones de personas. Sus opiniones hacen que tiemblen políticos en España y América Latina ... Mantendrá su posición como uno de los más respetados periodistas de la región”.
‘The Powerful 100’, Poder, marzo de 2003.

“His syndicated column is read by an estimated 6 million readers. His opinions make politician in Spain and Latin America tremble … He will maintain his position as one of the region’s most respected journalist”.
‘The Powerful 100’, Poder, March 2003.


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Il bolivarismo abusivo di chavez e castro

Vergogna Se oggi il Generale potesse vedere l´orrore a cui tentano di associarlo, morirebbe una seconda volta, per la vergogna
Caudillismo Il socialismo caudillista del presidente venezuelano segue in realtà il modello cubano di una dittatura miltare

Carlos Alberto Montaner

Il presidente venezuelano Chávez è incinto. Ha detto che il suo Paese sta partorendo il socialismo del XXI secolo. Ha anche spiegato che questo aborto ha qualcosa a che vedere con il povero Simón Bolívar, una specie di Garibaldi venezuelano del primo terzo del XIX secolo che, ispirato dalla rivoluzione americana e da quella francese, liberò dal dominio spagnolo e contribuì alla creazione di niente meno che cinque Stati, destinati a fondersi in una grande repubblica libera e democratica: Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia, che porta addirittura il suo nome.

Che cos´è, insomma, questo socialismo del XXI secolo che Chávez vuole travestire da "bolivarismo"? Molto semplice. La televisione cubana internazionale ha mostrato recentemente un gruppo di sorridenti ufficiali venezuelani. Li guidava il generale di brigata Eduardo Centeno, direttore della Scuola superiore dell´esercito del Venezuela. A quanto sembra, si trovavano a Cuba per presenziare alle manovre di una manciata di vecchi carri armati sovietici pronti per sconfiggere l´imperialismo yankee e festeggiare ed essere festeggiati da Fidel Castro in una cerimonia castrense con scambio di doni e slogan rivoluzionari. A un certo punto, i militari venezuelani si sono messi a cantare l´inno emozionati.

È difficile pensare che i militari venezuelani siano realmente rimasti impressionati dalle esercitazioni dei loro compagni cubani. L´esercito cubano oggi è un guscio vuoto, con armi arrugginite, senza marina, e con un´aviazione sgangherata ridotta a un paio di squadriglie di Mig costosi e difficili da mantenere operativi. Le tattiche che gli hanno insegnato i sovietici sono quelle che non sono servite per avere ragione dei guerriglieri afgani negli anni ‘70 e ‘80, al contrario di quanto è successo con la successiva spedizione americana: la resistenza dei Taliban fu liquidata completamente nel giro di poche settimane.

Ma c´è un´altra lezione che è stata sicuramente più proficua per gli ufficiali venezuelani: hanno compreso esattamente in che cosa consiste il modello cubano, quel socialismo del XXI secolo che il tenente colonnello Chávez si sta tirando fuori dal ventre. Si sono resi conto che a Cuba la struttura dell´autorità consiste in un dittatore al vertice, circondato da militari che detengono il potere politico, il controllo delle forze di repressione e la direzione e l´amministrazione delle grandi imprese produttive. A Cuba, i militari sono la testa, il cuore e lo stomaco del sistema, mentre la società non è altro che forza lavoro docile e a buon mercato, al servizio dei loro capricci e interessi. Il sistema naturalmente, si ammanta di un discorso patriottico-nazionalista dotato di forte contenuto etico, tramite il quale si assicura la difesa della sovranità e l´instancabile dedizione alla redenzione degli umili, ma questo non è altro che il grande alibi: chiacchiere pure e semplici.

Suppongo che a molti militari venezuelani sia piaciuto quello che hanno visto a Cuba. Hanno trovato la formula per collocarsi in cima alla piramide sociale e per di più sentirsi gli eroi e i protagonisti di una gloriosa impresa storica. Chávez li condurrà sulla strada dei privilegi, della ricchezza e della supremazia sociale. Quando il sistema si sarà consolidato, loro rappresenteranno la classe dominante, vivranno nello sfarzo, meglio del resto dei venezuelani, e saranno temuti e rispettati come accade agli alti ufficiali cubani. Nessuno potrà criticarli pubblicamente, e chi lo farà privatamente potrà essere accusato di oltraggio, davanti a tribunali dove a emettere la sentenza saranno altri militari austeri. Godranno di immunità e impunità. A Cuba, ad esempio, il generale Universo Sánchez uccise un vicino per una disputa banale e non subì altra conseguenza che un lieve ammonimento. La stampa cubana, naturalmente, non riportò il fatto e i corrispondenti stranieri neanche osarono provare a intervistare l´autore del delitto o la famiglia della vittima.

Il socialismo del XXI secolo è questo: un miscuglio di dittatura caudillista, collettivismo e militarizzazione delle strutture di potere. Poco a poco, le tenaglie autoritarie stringeranno nella morsa la società venezuelana fino a sottomettere la stampa, schiacciare il sindacalismo libero, controllare i centri dell´insegnamento e mettere a tacere la Chiesa e le altre forze della società civile. Chávez ancora non ha fretta di impadronirsi delle grandi aziende, dato che incamera e amministra come gli pare i giganteschi introiti del petrolio, ma tutto accadrà a tempo debito.

Dove porterà questo asse Cuba-Venezuela? Considerando gli impulsi costruttivisti di Chávez, che non smette di riorganizzare il mondo in base ai suoi spasmi creativi, è molto probabile che a un certo punto cercherà di lanciare una confederazione tra i due Paesi, ma solo come primo passo nella direzione di quell´aborto multinazionale bolivariano che gli è cresciuto come un tumore sotto al basco. La confederazione, poi, potrà clonarsi dolcemente incorporando altri amichetti dell´allegra catena rivoluzionaria: Evo Morales in Bolivia, Daniel Ortega in Nicaragua, un qualunque avventuriero che irromperà sulla scena in Ecuador o in Perù, arrivando alla presidenza sfruttando elettori istupiditi dal populismo e dall´ignoranza. La faccenda non è difficile: il modello e il discorso sono già pronti. Una volta al potere, i militari costruiscono le galere e tutti a far vela verso il mare della felicità, come Chávez ha definito una volta l´esperienza cubana. Questo è il socialismo del XXI secolo. Se Bolívar (che Marx odiava in modo brutale) alzasse la testa dalla sua tomba e vedesse l´orrore a cui cercano di associarlo, morirebbe una seconda volta, ma questa volta la ragione sarebbe la vergogna.

Traduzione di Fabio Galimberti

August 12, 2005

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